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Ho acquistato una lancia thesys (usata) a maggio 2007 presso una concessionaria di zona. L’automobile era stata immatricolata ad ottobre 2005 e la garanzia scadeva nel 2008 (tre anni). Dopo poche settimane dall’acquisto l’automobile inizia a darmi dei problemi : forte rumore all’accensione e durante il transito. Mi rivolgo cosi all’officina autorizzata lancia che …
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L’assicurazione rappresenta un tema su cui sono state scritte decine e decine di pagine virtuali e reali. Un interesse dovuto all’enorme offerta di polizze assicurative. Del resto oggi, tempi in cui l’imprevedibilità di un evento sembra essere stata completamente bandita dalla via personale, esistono sul mercato assicurazioni per ogni genere di imprevisto. Dalle più classiche assicurazioni sulla vita, alla diffusa e indispensabile assicurazione Rc auto, dall’assicurazione sul rischio incendio a quella in caso di infortunio sul lavoro, fino alle più moderne forma di assicurazione per la tutela giudiziaria. Polizza è quindi divenuto un termine con cui più volte nella via di ognuno occorrerà fare i conti. L’incremento dell’offerta però non sempre ha portato a una maggiore chiarezza informativa. I rischi sulle assicurazioni sono sempre in agguato: premi alti, trattative non trasparenti, sottoscrizione di polizze di cui non si ha reale bisogno, sono tra i più frequenti imprevisti a carico dell’assicurato. Per scongiurarli, un rimedio efficace proviene dalla rete e in particolare da un nuovo spazio internet incentrato sulle assicurazioni. Con uno stile essenziale e alla portata di tutti, vengono definite le coordinate e le regole alla base della sottoscrizione di una polizza, insistendo sempre su unico concetto: essere critici e capire, prima della compagnia assicurativa, di cosa si ha bisogno. Guida alle assicurazioni on line.Indirizzo web http://www.assicurazioni-di-per.com
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L’Accusa: la casa giapponese ha nascosto per anni i problemi all’acceleratore
Via all’inchiesta negli Usa, maxi richiamo anche per la Prius. I costi supplementari vicini a 1,4 miliardi
TOKYO – Scatta negli Stati Uniti un’azione legale collettiva contro Toyota con l’accusa di frode. Nella class action depositata in Colorado, si afferma che il gigante giapponese ha nascosto per anni i problemi all’acceleratore all’origine del richiamo delle sue auto. Intanto, secondo quanto riferisce la stampa giapponese, Toyota avrebbe deciso di richiamare 270 mila Prius negli Usa e in Giappone per un problema, questa volta, ai freni. Problema sul quale il governo americano ha annunciato oggi di aver aperto un’inchiesta.
PREVISIONI IN RIALZO – Ma nonostante le cattive notizie la casa automobilistica giapponese registra dati trimestrali oltre le attese, al punto che rivede al rialzo le stime sull’intero esercizio fino all’utile, e si prepara a contabilizzare i primi oneri del maxi-richiamo d’auto dopo i problemi all’acceleratore, pari a 1,3-1,4 miliardi di euro. A ottobre-dicembre 2009 il colosso di Nagoya segna profitti per 153,2 miliardi di yen (1,2 miliardi di euro), a fronte della perdita di 164,7 miliardi dello stesso periodo del 2008, con i ricavi in crescita del 10,2%, a 5.292 miliardi. Risultati che sorprendono la folta platea dell’auditorium nella sede della compagnia di Tokyo, a Iidabashi, perchè seguiti dalla revisione all’insù delle stime sull’esercizio 2009-2010: utile netto di gruppo di 80 miliardi (633 milioni di euro), contro il rosso di 200 miliardi annunciato il 5 novembre 2009, pur se restano le perdite operative (da 350 a 20 miliardi).
ONERI PER I RICHIAMI – Toyota, spiega il direttore esecutivo senior, Takahiko Ijichi stima tra i 170 e i 180 miliardi di yen (1,3-1,4 miliardi di euro) gli oneri al 31 marzo legati al maxi-richiamo globale di vetture, circa 8 milioni, a causa dei problemi all’acceleratore. In particolare, i costi del solo richiamo si attesterebbero a 100 miliardi, mentre altri 70-80 miliardi (circa 100.000 auto in meno) sono imputabili al calo delle vendite per l’immagine della casa nipponica appannata. Sugli oneri 2010 il manager s’è ben guardato dal fornire numeri. «È impossibile dirlo», precisa. Il colosso di Nagoya ammette i problemi al sistema frenante Abs della terza generazione Prius, l’auto ibrida più diffusa al mondo, simbolo del successo Toyota e al vertice delle vendite nel Sol Levante da otto mesi. «Stiamo considerando i passi per seguire con i clienti», spiega subito dopo Ijichi, il manager della qualità e servizi, Hiroyuki Yokoyama, secondo cui le indagini sono state approfondite dopo l’aumento dei reclami a dicembre. «Le auto prodotte a gennaio hanno un nuovo software, non c’è mai stata volotà di coprire il caso», precisa. Una risposta differita al ministro per gli Affari dei consumatori Mizuho Fukushima, che ha convocato in mattinata i vertici della compagnia, chiedendo di riferire sul caso Prius. Alla Borsa di Tokyo, Toyota ha ceduto il 3,5% (dall’inizio della crisi il valore si è ridotto di un quarto, 30 miliardi di dollari), recuperando le pesanti perdite maturate sulle notizie provenienti dagli Usa. (Fonte: Ansa)
Voglio ritornare ancora sul caso Toyota, che ha scosso il mondo dell’automobile. Da tutte le case automobilistiche ci si poteva aspettare questa debacle sulla qualità delle vetture fuorché dalla Toyota, che in questo campo ha fatto scuola, ma non con la teoria, piuttosto costruendo auto che fino ad oggi si credevano al top della qualità e sicurezza.
Ho visto un video su YouTube, e anche coloro che non parlano la lingua inglese, possono vedere la faccia del presidente del gigante Toyota così imbarazzato che non sa neppure dove guardare. Un monologo senza toni, glaciale, in cui si ribadiscono scuse e scusanti. Un’azione che tende prima di tutto a limitare i paventati danni commerciali al grande colosso giapponese, provocati dalla leggerezza nella progettazione (o forse nella realizzazione) di parti importanti per la sicurezza del veicolo come i freni o l’acceleratore.
Il video si può trovare a questo indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=yC-9PUjxDxw
Nel video si fa riferimento alla qualità delle auto prodotte, che ha sempre contraddistinto il marchio Toyota, e su questo in effetti non c’è molto da obiettare. Però credo che il problema che a suo tempo colpì altre case automobilistiche, basti pensare alla tempesta che colpì Mercedes Benz qualche anno fa con la Classe E, una raffica di rientri, di richiami e di scuse, mentre ovviamente BMW ringraziava e si prendeva i clienti scontenti di Mercedes.
Credo che il problema di fondo sia la sempre più pressante concorrenza e diminuzione del margine di utili, che costringe tutte le case automobilistiche a ridurre drasticamente i costi di progettazione, immettendo sul mercato automobili che ancora non sono completamente sicure e collaudate. Tutto questo ovviamente va a discapito dell’automobilista, che quando incontra un componente difettoso, specialmente se concerne la sicurezza del veicolo, ne fa le spese in prima persona. L’incidente ovviamente non lo fa il “presidente”!
E oggi, per tornare al caso del giorno, una raffica di cause legali sta sommergendo la nota casa automobilistica Toyota, che nonostante tutto dichiara che rimarrà in attivo anche dopo che avrà pagato più di un miliardo di dollari per riparare quasi 10 milioni di auto difettose… Uno scandalo senza uguali per una casa automobilistica (almeno fino ad oggi) senza uguali.
Check this post Così la nuova Volvo debutta sui social network from Repubblica.it > Motori:
La casa svedese ha scelto Facebook e YouTube per rendere
disponibile il primo video della nuova berlina sportiva S60
Così la nuova Volvo debutta sui social network
di MAURILIO RIGO
Prosegue a pieno ritmo la campagna mediatica che precede il lancio della nuova Volvo S60. Gli strateghi del marketing della casa svedese stanno realizzando un battage pubblicitario imponente alimentando la curiosità intorno alla nuova berlina che debutterà ufficialmente in versione definitiva in occasione del prossimo salone dell’auto di Ginevra.
Proseguono così le iniziative studiate ad hoc per pubblicizzare il nuovo modello che non risparmiano neppure i social network come Facebook o YouTube.
Questi strumenti sono stati infatti scelti dal marchio scandinavo per mostrare al pubblico il primo video della S60 che ritrae la prossima berlina in tutto il suo splendore.
I fan della casa svedese registrati come tali su Facebook avevano avuto la possibilità di vedere in anteprima le prime movenze della vettura già lo scorso anno e con l’avvento del 2010 anche tutti gli altri internauti hanno potuto osservare il video sul canale Volvo di YouTube.
“Siamo sicuri che è stato il primo video automobilistico del 2010 – ha affermato Olle Axelson, senior vice presidente public affairs della Volvo Car Corporation – Il filmato è stato rilasciato pochi secondi dopo la mezzanotte sul canale auto della Volvo su YouTube”.
Le prime foto ufficiali della nuova berlina sono state rilasciate lo scorso 10 novembre e da allora è partito il tam tam mediatico, mentre il debutto come concept car avverrà tra pochi giorni al salone di Detroit.
Il filmato della versione definitiva, visibile ormai a tutti, è stato realizzato negli studi fotografici del quartier generale della casa svedese a Torslanda e la produzione della berlina sportiva inizierà la prossima estate nello stabilimento Volvo a Ghent, in Belgio.
Tutto come da programma quindi, a meno che a scombinare le carte in tavola non intervengano i prossimi padroni della Volvo, i cinesi della Geely, che però, a quanto pare, non sembrano intenzionati ad apportare grandi capovolgimenti di fronte.
Check this post Toyota richiama 1,8 milioni di autoE il presidente si scusa con i clienti from Corriere.it – Motori:
Problemi al pedale dell’acceleratore, tra i modelli interessati ci sono Yaris, Corolla e Rav4.
ROMA - Toyota richiamerà 1,8 milioni di auto dal mercato europeo per problemi al pedale dell’acceleratore. Lo ha reso noto la stessa società in un comunicato. Il gruppo giapponese ha precisato che non sono coinvolti altri modelli, né del suo marchio né della controllata Lexus. Toyota fa sapere di avere già trovato «una soluzione per questa questione» e appena completate le valutazioni sul come operare fornirà comunicazioni più precise ai clienti, ha spiegato il direttore delle operazioni europee Tadashi Arashima.
LE SCUSE DEL PRESIDENTE – Visto quanto accaduto, il presidente della Toyota ha deciso di presentare le sue scuse personali ai proprietari delle vetture interessate dal richiamo. Nel corso di un’intervista alla rete televisiva pubblica giapponese NHK dal summit di Davos, in Svizzera, Akio Toyoda ha detto: «Siamo davvero desolati di aver causato un simile fastidio ai nostri clienti». Toyota ancora non ha dato spiegazioni sul problema tecnico registrato alle autovetture, ma si ripromette di farlo al più presto, ha assicurato il presidente.
COINVOLTA ANCHE L’ITALIA – Tra le vetture richiamate ci sono anche quelle vendute dalla casa giapponese in Italia. Un portavoce di Toyota Motor Italia, ha però precisato che «ancora non sono stati comunicati dalla casa nè la quantità, nè i modelli delle vetture coinvolte». Ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi giorni, quando da Toyota Europa «verrà anche comunicata la tempistica degli interventi». Per gli stessi motivi tecnici la casa giapponese aveva già richiamato dal mercato molte automobili negli Stati Uniti, in Canada e in Cina
I MODELLI DA RICHIAMARE – In una nota il gruppo spiega come i modelli che dovranno essere ritirati sono otto: Aygo (prodotte da febbraio 2005 ad agosto 2009), iQ (novembre 2008-novembre 2009, Yaris (novembre 2005-settembre 2009), Auris (ottobre 2006-gennaio 2010), Corolla (ottobre 2006-dicembre 2009), Verso (febbraio 2009-gennaio 2010), Avensis (novembre 2008-dicembre 2009, Rav4 (novembre 2005-novembre 2009). Toyota informa quindi che non sono coinvolti atri modelli, nè alcun modello della Lexus.
Check this post Google Earth integrato nelle auto from Excite Italia – motori:
Lo vedremo per la prima volta sulla nuova Audi A8. Seguiranno poi modelli più economici
Google Earth integrato nelle auto
Un sistema di navigazione satellitare e di informazione perfettamente integrato nella vostra auto, che vi permetterà di visualizzare immagini 3D del percorso, ma non solo. Sarà più facile riconoscere la strada vedendo scorrere immagini del posto in cui vi trovate, potrete collegarvi ad internet per ricevere tutte le informazioni aggiornate che vorrete. Un vero e proprio computer di bordo che interagisce per voi con tutto il mondo tramite la rete. Lo vedremo per la prima volta ad inizio 2010 sulla nuova Audi A8. Seguiranno poi modelli più economici (foto: repubblica.it). www.autosegreti.com
Check this post Italiani più litigiosi al volanteL’aggressività è colpa della crisi from Corriere.it – Motori:
Indagine della compagnia di assicurazioni Zurich sui comportamenti degli automobilistiPER WWW.AUTOSEGRETI.COM
Il sondaggio
Italiani più litigiosi al volante
L’aggressività è colpa della crisi
Indagine della compagnia di assicurazioni Zurich sui comportamenti degli automobilisti
MILANO — «C’è chi parla da solo, chi canta e chi cerca di approcciare la bionda della macchina accanto quando si è fermi in coda. Qualcuno legge il giornale, alcune signore e signorine si pettinano o si truccano. Molti parlano al telefono e moltissimi ascoltano la radio», racconta Andrea Rapetti, direttore generale di Zurich Connect. La compagnia di assicurazioni ha svolto un’indagine su che cosa fanno gli italiani mentre guidano, oltre a esplorare che tipo di polizze auto e moto sottoscrivono e quali sono i pregi e i difetti che imputano alle compagnie.
«Dati sensibili e utili — dice Rapetti —per creare i profili che servono a costruire nuovi prodotti su misura per motociclisti e automobilisti ». È anchel’identikit dell’italiano che si muove, per lavoro o per svago, il quale, secondo un’elaborazione di d a t i Istat-Aci-Comuni, sborsa, in media, 49 euro all’anno di multe, con i fiorentini, i più sanzionati, a quota 177 euro, i romani a 97,9 euro, i milanesi a 88,6, i genovesi a 61,2, i bergamaschi, tra i più disciplinati, a 54,8 e che perde, sempre in media, 4,6 preziosi punti di patente all’anno. Gli automobilisti intervistati da Zurich Connect, complici forse l’aumento continuo del traffico e lo stress per la crisi economica, ammettono di essere diventati più aggressivi al volante: oltre un quarto dichiara di essere più litigioso rispetto a cinque anni fa e il picco si raggiunge tra coloro che usano la propria auto per recarsi al lavoro. Sorprende che le più calde siano le persone più mature, di età tra i 55 e i 64 anni, specie se vivono in città medio grandi nel centro Italia e in Sardegna: uno dei motivi più frequenti di battibecco è la difficile convivenza sulla strada con motociclisti e scooteristi.
«È curioso, perché se da una parte cresce l’intolleranza e talvolta la voglia di far valere a tutti i costi le proprie ragioni — spiega Rapetti — dall’altra aumentano il rispetto per il Codice della Strada e la paura di perdere la patente al punto che gli intervistati affermano di essere più ligi e attenti alle regole di quanto non lo fossero cinque anni or sono». Che cos’altro fanno gli italiani al volante? Un numero considerevole si distrae: guarda il panorama o usa i momenti di guida per pensare ai fatti propri e scappare dalla realtà fantasticando: lo fanno soprattutto i motociclisti che stanno andando in vacanza. E poi c’è chi si gratta il naso e chi si mangia le unghie. Una minoranza, è vero, che trasformata in valore assoluto, significa più di 5 milioni di italiani che si rosicchiano le unghie e 3,7 milioni che parlano da soli. Un segnale del livello di stress da guida? Meditate, automobilisti, meditate.
Paolo Artemi
25 gennaio 2010
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Nuova gamma che rispolvera la sigla del vecchio «Squalo»: arriva il 21 marzo, lusso e prestazioni
Tre porte, assetto rigido e ribassato, motori potenti
Rivoluzione Citroën, ritorna la Ds3
Nuova gamma che rispolvera la sigla del vecchio «Squalo»: arriva il 21 marzo, lusso e prestazioni
PARIGI — La DS L’indimenticabile DS Chapeau,ma non tiriamola in ballo: di quel monumento appartenente al Pantheon dell’automobile, la nuova Citroën DS3 – in vendita dal 21 marzo – non è la copia nostalgica. Per dimensioni, forma e contenuti, i due modelli sono distanti. Del resto, l’inganno della sigla (calcolato, ovvio: con questa storia della rinascita della «dea» la Casa francese si è garantita una formidabile campagna di lancio) viene smontato con un beffardo sorriso: se ieri DS stava per désirée spéciale, oggi è l’abbreviazione di different spirit (si noti il salto dal francese all’inglese). Unico punto di contatto, la carica innovativa di entrambe. La DS del 1955 era fuori del comune: uscita dalle mani di un ingegnere (André Lefèvre) e uno scultore (Flaminio Bertoni), svettava all’incrocio tra funzione ed estetica. Con una linea mai vista prima e le sospensioni idropneumatiche, fece cambiare secolo al mondo dell’auto e indicò la via dell’evoluzione.
La DS3 non ha le stesse ambizioni, ma anch’essa mostra il futuro: quello della Citroën. Un orizzonte nel quale s’incontrano, di nuovo, l’ordinario (comfort, praticità, versatilità) e lo straordinario (prestazioni sportive, raffinatezza degli allestimenti, eccentricità del design). Jean-Philippe Imparato, capo di Citroën Italia, ha un modo tutto suo di esprimere il di più della DS3 rispetto alla C3, da cui mutua la piattaforma: dice «Uao!» e schiocca il medio e il pollice della mano destra. Poi aggiunge che «l’auto non è una C3 più chic, ma un’altra cosa». Una «cosa» con la sua vistosa identità: tre porte, volumi scolpiti, montante centrale a pinna (riaffiora lo squalo…), tetto bicolore, ruote di 16 e 17 pollici. Dentro: sedili anatomici, volante in pelle e alluminio (appiattito nell’arco inferiore), strumenti conici, leva del cambio corta. La caratterizzazione va in profondità: l’assetto rigido e ribassato (molle, ammortizzatori, barra stabilizzatrice e sterzo hanno una taratura specifica) si traduce in una maggiore prontezza su strada. Se su questa base si monta il motore più vigoroso della gamma, il 1.6 Turbo Thp da 155 cv (già in servizio su Peugeot 207 e Mini), l’esito è sorprendente. Sei marce (le prime tre corte), erogazione fluida e senza vuoti (anche nel gioco rilascio/affondo), traiettorie precise, minimo rollio in curva.
La distinzione tra C3 e DS3 è così netta che la seconda esce da una linea di produzione autonoma, a Poissy (la C3 nasce a Aulnay), dove viene personalizzata con le 226 combinazioni tra colori, accessori e decori. Ma per quanto «differente», la DS3 è una Citroën: lo suggerisce il logo dell’auto, formato dagli chevrons contrapposti. Assetto rigido, ma non troppo: perché l’auto dev’essere facile da controllare. Bene la sonorità sportiva dello scarico, ma l’atmosfera nell’abitacolo è ovattata. Ok la tenuta di strada, ma il controllo di stabilità è di serie. Appagare l’occhio, ma curare anche i dettagli meno in vista: dalle tre guarnizioni delle porte allo spesso tappeto di gomma sul fondo del bagagliaio. Oltre al 1.6 Turbo a benzina, ci sono altre quattro versioni, due a gasolio (i 1.6 Hdi da 90 e 110 cavalli) e due a benzina (1.4 da 95 cavalli e 1.6 da 120 cavalli). A fine anno arriva la Racing (appuntamento al prossimo salone di Ginevra), con il 1.6 turbo a benzina da 200 cavalli: un «mostro» con cerchi da 18, carreggiate allargate e passaruota in carbonio, su cui prenderà corpo la Wrc 2011. Entro l’anno, sistema stop& start e cambio robotizzato. Il listino parte da 14.470 euro. A proposito di futuro: la DS3 inaugura una linea di prodotti. Nel 2011 sarà la volta della DS4, seguita l’anno dopo dalla DS5. Tutte sofisticate, tutte parenti della divina DS. Ma guai a parlare di rétro: per Citroën, le DS contemporanee sono «tecnologia creativa». Sono anti-rétro. Sono i ricordi di domani.
Roberto Iasoni
25 gennaio 2010
Giugiaro sbarca in Usa con le ibride cinesi
Per il gruppo torinese 500 milioni di dollari per costruire insieme alla HK Motors otto nuovi modelli spinti da un motore elettrico e propulsore a benzina o metano
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| La Quaranta, il primo concept di HK Motors a firma Giugiaro |
Alla conquista dell’America. Questa volta è l’Italdesign di Giorgietto Giugiaro a mettere a segno il colpo, con il più grande contratto firmato nei 43 anni di attività del designer piemontese: 500 milioni di dollari per la progettazione e l’ingegnerizzazione di un’intera gamma di otto nuovi veicoli insieme a HK Motors (Hybrid Kinetic Motors), un’azienda americana di capitali cinesi, con sede a Pasadena, in California. La nuova avventura di Italdesign è iniziata a metà gennaio con la sigla del contratto a Montgomery in Alabama e con la contemporanea presentazione del primo concept di HK Motors a firma Giugiaro, la Quaranta, una sportiva ibrida con motore centrale già presentata nel 2008 in occasione del quarantesimo compleanno di Italdesign a Ginevra.
LA SFIDA AMERICANA – Per Giorgietto Giugiaro si tratta di «una nuova grande sfida» da portare avanti sfruttando le esperienze accumulate durante la sua lunga attività, «a partire dalla famiglia di veicoli per l’Alfa Romeo, compreso lo stabilimento per la produzione dell’Alfasud, allo sviluppo nei primi anni ’70 della gamma Hyundai e la rinascita del marchio Bugatti negli anni ‘90». La collaborazione tra Giugiaro e il presidente di HK Motors Yung Benjamin Yeung risale a quando il designer piemontese nel 2000 progettò per la Brilliance, la Casa cinese di cui Yeung era l’amministratore delegato, la berlina Zhonghua.
SFIDA A BMW, MERCEDES E LEXUS - L’obiettivo iniziale di HK Motors è produrre 300.000 vetture dal 2013 nello stabilimento, ancora in costruzione, di Bay Minette (Alabama), per arrivare a 6 milioni nel 2018 (di cui il 10% destinato all’Europa). La gamma comprenderà 3 berline medio grandi, un taxi, un crossover, un suv, un minivan e un veicolo commerciale leggero. Il target sarà medio alto con l’obiettivo di sfidare Bmw, Audi, Mercedes e Lexus, con prezzi tra i 20 e i 60.000 dollari. Le auto saranno tutte ibride con motore elettrico ad affiancare un propulsore a benzina (1.5 turbo) in grado di essere alimentato anche a metano, il cui sviluppo è stato affidato alla tedesca FEV. A rendere più “sweet”, dolce, la notizia dall’Alabama, l’intenzione di Giugiaro di utilizzare per tutte le attività le imprese dell’hinterland torinese.








