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Voglio ritornare ancora sul caso Toyota, che ha scosso il mondo dell’automobile. Da tutte le case automobilistiche ci si poteva aspettare questa debacle sulla qualità delle vetture fuorché dalla Toyota, che in questo campo ha fatto scuola, ma non con la teoria, piuttosto costruendo auto che fino ad oggi si credevano al top della qualità e sicurezza.
Ho visto un video su YouTube, e anche coloro che non parlano la lingua inglese, possono vedere la faccia del presidente del gigante Toyota così imbarazzato che non sa neppure dove guardare. Un monologo senza toni, glaciale, in cui si ribadiscono scuse e scusanti. Un’azione che tende prima di tutto a limitare i paventati danni commerciali al grande colosso giapponese, provocati dalla leggerezza nella progettazione (o forse nella realizzazione) di parti importanti per la sicurezza del veicolo come i freni o l’acceleratore.
Il video si può trovare a questo indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=yC-9PUjxDxw
Nel video si fa riferimento alla qualità delle auto prodotte, che ha sempre contraddistinto il marchio Toyota, e su questo in effetti non c’è molto da obiettare. Però credo che il problema che a suo tempo colpì altre case automobilistiche, basti pensare alla tempesta che colpì Mercedes Benz qualche anno fa con la Classe E, una raffica di rientri, di richiami e di scuse, mentre ovviamente BMW ringraziava e si prendeva i clienti scontenti di Mercedes.
Credo che il problema di fondo sia la sempre più pressante concorrenza e diminuzione del margine di utili, che costringe tutte le case automobilistiche a ridurre drasticamente i costi di progettazione, immettendo sul mercato automobili che ancora non sono completamente sicure e collaudate. Tutto questo ovviamente va a discapito dell’automobilista, che quando incontra un componente difettoso, specialmente se concerne la sicurezza del veicolo, ne fa le spese in prima persona. L’incidente ovviamente non lo fa il “presidente”!
E oggi, per tornare al caso del giorno, una raffica di cause legali sta sommergendo la nota casa automobilistica Toyota, che nonostante tutto dichiara che rimarrà in attivo anche dopo che avrà pagato più di un miliardo di dollari per riparare quasi 10 milioni di auto difettose… Uno scandalo senza uguali per una casa automobilistica (almeno fino ad oggi) senza uguali.
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La casa svedese ha scelto Facebook e YouTube per rendere
disponibile il primo video della nuova berlina sportiva S60
Così la nuova Volvo debutta sui social network
di MAURILIO RIGO
Prosegue a pieno ritmo la campagna mediatica che precede il lancio della nuova Volvo S60. Gli strateghi del marketing della casa svedese stanno realizzando un battage pubblicitario imponente alimentando la curiosità intorno alla nuova berlina che debutterà ufficialmente in versione definitiva in occasione del prossimo salone dell’auto di Ginevra.
Proseguono così le iniziative studiate ad hoc per pubblicizzare il nuovo modello che non risparmiano neppure i social network come Facebook o YouTube.
Questi strumenti sono stati infatti scelti dal marchio scandinavo per mostrare al pubblico il primo video della S60 che ritrae la prossima berlina in tutto il suo splendore.
I fan della casa svedese registrati come tali su Facebook avevano avuto la possibilità di vedere in anteprima le prime movenze della vettura già lo scorso anno e con l’avvento del 2010 anche tutti gli altri internauti hanno potuto osservare il video sul canale Volvo di YouTube.
“Siamo sicuri che è stato il primo video automobilistico del 2010 – ha affermato Olle Axelson, senior vice presidente public affairs della Volvo Car Corporation – Il filmato è stato rilasciato pochi secondi dopo la mezzanotte sul canale auto della Volvo su YouTube”.
Le prime foto ufficiali della nuova berlina sono state rilasciate lo scorso 10 novembre e da allora è partito il tam tam mediatico, mentre il debutto come concept car avverrà tra pochi giorni al salone di Detroit.
Il filmato della versione definitiva, visibile ormai a tutti, è stato realizzato negli studi fotografici del quartier generale della casa svedese a Torslanda e la produzione della berlina sportiva inizierà la prossima estate nello stabilimento Volvo a Ghent, in Belgio.
Tutto come da programma quindi, a meno che a scombinare le carte in tavola non intervengano i prossimi padroni della Volvo, i cinesi della Geely, che però, a quanto pare, non sembrano intenzionati ad apportare grandi capovolgimenti di fronte.
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Indagine della compagnia di assicurazioni Zurich sui comportamenti degli automobilistiPER WWW.AUTOSEGRETI.COM
Il sondaggio
Italiani più litigiosi al volante
L’aggressività è colpa della crisi
Indagine della compagnia di assicurazioni Zurich sui comportamenti degli automobilisti
MILANO — «C’è chi parla da solo, chi canta e chi cerca di approcciare la bionda della macchina accanto quando si è fermi in coda. Qualcuno legge il giornale, alcune signore e signorine si pettinano o si truccano. Molti parlano al telefono e moltissimi ascoltano la radio», racconta Andrea Rapetti, direttore generale di Zurich Connect. La compagnia di assicurazioni ha svolto un’indagine su che cosa fanno gli italiani mentre guidano, oltre a esplorare che tipo di polizze auto e moto sottoscrivono e quali sono i pregi e i difetti che imputano alle compagnie.
«Dati sensibili e utili — dice Rapetti —per creare i profili che servono a costruire nuovi prodotti su misura per motociclisti e automobilisti ». È anchel’identikit dell’italiano che si muove, per lavoro o per svago, il quale, secondo un’elaborazione di d a t i Istat-Aci-Comuni, sborsa, in media, 49 euro all’anno di multe, con i fiorentini, i più sanzionati, a quota 177 euro, i romani a 97,9 euro, i milanesi a 88,6, i genovesi a 61,2, i bergamaschi, tra i più disciplinati, a 54,8 e che perde, sempre in media, 4,6 preziosi punti di patente all’anno. Gli automobilisti intervistati da Zurich Connect, complici forse l’aumento continuo del traffico e lo stress per la crisi economica, ammettono di essere diventati più aggressivi al volante: oltre un quarto dichiara di essere più litigioso rispetto a cinque anni fa e il picco si raggiunge tra coloro che usano la propria auto per recarsi al lavoro. Sorprende che le più calde siano le persone più mature, di età tra i 55 e i 64 anni, specie se vivono in città medio grandi nel centro Italia e in Sardegna: uno dei motivi più frequenti di battibecco è la difficile convivenza sulla strada con motociclisti e scooteristi.
«È curioso, perché se da una parte cresce l’intolleranza e talvolta la voglia di far valere a tutti i costi le proprie ragioni — spiega Rapetti — dall’altra aumentano il rispetto per il Codice della Strada e la paura di perdere la patente al punto che gli intervistati affermano di essere più ligi e attenti alle regole di quanto non lo fossero cinque anni or sono». Che cos’altro fanno gli italiani al volante? Un numero considerevole si distrae: guarda il panorama o usa i momenti di guida per pensare ai fatti propri e scappare dalla realtà fantasticando: lo fanno soprattutto i motociclisti che stanno andando in vacanza. E poi c’è chi si gratta il naso e chi si mangia le unghie. Una minoranza, è vero, che trasformata in valore assoluto, significa più di 5 milioni di italiani che si rosicchiano le unghie e 3,7 milioni che parlano da soli. Un segnale del livello di stress da guida? Meditate, automobilisti, meditate.
Paolo Artemi
25 gennaio 2010
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Nuova gamma che rispolvera la sigla del vecchio «Squalo»: arriva il 21 marzo, lusso e prestazioni
Tre porte, assetto rigido e ribassato, motori potenti
Rivoluzione Citroën, ritorna la Ds3
Nuova gamma che rispolvera la sigla del vecchio «Squalo»: arriva il 21 marzo, lusso e prestazioni
PARIGI — La DS L’indimenticabile DS Chapeau,ma non tiriamola in ballo: di quel monumento appartenente al Pantheon dell’automobile, la nuova Citroën DS3 – in vendita dal 21 marzo – non è la copia nostalgica. Per dimensioni, forma e contenuti, i due modelli sono distanti. Del resto, l’inganno della sigla (calcolato, ovvio: con questa storia della rinascita della «dea» la Casa francese si è garantita una formidabile campagna di lancio) viene smontato con un beffardo sorriso: se ieri DS stava per désirée spéciale, oggi è l’abbreviazione di different spirit (si noti il salto dal francese all’inglese). Unico punto di contatto, la carica innovativa di entrambe. La DS del 1955 era fuori del comune: uscita dalle mani di un ingegnere (André Lefèvre) e uno scultore (Flaminio Bertoni), svettava all’incrocio tra funzione ed estetica. Con una linea mai vista prima e le sospensioni idropneumatiche, fece cambiare secolo al mondo dell’auto e indicò la via dell’evoluzione.
La DS3 non ha le stesse ambizioni, ma anch’essa mostra il futuro: quello della Citroën. Un orizzonte nel quale s’incontrano, di nuovo, l’ordinario (comfort, praticità, versatilità) e lo straordinario (prestazioni sportive, raffinatezza degli allestimenti, eccentricità del design). Jean-Philippe Imparato, capo di Citroën Italia, ha un modo tutto suo di esprimere il di più della DS3 rispetto alla C3, da cui mutua la piattaforma: dice «Uao!» e schiocca il medio e il pollice della mano destra. Poi aggiunge che «l’auto non è una C3 più chic, ma un’altra cosa». Una «cosa» con la sua vistosa identità: tre porte, volumi scolpiti, montante centrale a pinna (riaffiora lo squalo…), tetto bicolore, ruote di 16 e 17 pollici. Dentro: sedili anatomici, volante in pelle e alluminio (appiattito nell’arco inferiore), strumenti conici, leva del cambio corta. La caratterizzazione va in profondità: l’assetto rigido e ribassato (molle, ammortizzatori, barra stabilizzatrice e sterzo hanno una taratura specifica) si traduce in una maggiore prontezza su strada. Se su questa base si monta il motore più vigoroso della gamma, il 1.6 Turbo Thp da 155 cv (già in servizio su Peugeot 207 e Mini), l’esito è sorprendente. Sei marce (le prime tre corte), erogazione fluida e senza vuoti (anche nel gioco rilascio/affondo), traiettorie precise, minimo rollio in curva.
La distinzione tra C3 e DS3 è così netta che la seconda esce da una linea di produzione autonoma, a Poissy (la C3 nasce a Aulnay), dove viene personalizzata con le 226 combinazioni tra colori, accessori e decori. Ma per quanto «differente», la DS3 è una Citroën: lo suggerisce il logo dell’auto, formato dagli chevrons contrapposti. Assetto rigido, ma non troppo: perché l’auto dev’essere facile da controllare. Bene la sonorità sportiva dello scarico, ma l’atmosfera nell’abitacolo è ovattata. Ok la tenuta di strada, ma il controllo di stabilità è di serie. Appagare l’occhio, ma curare anche i dettagli meno in vista: dalle tre guarnizioni delle porte allo spesso tappeto di gomma sul fondo del bagagliaio. Oltre al 1.6 Turbo a benzina, ci sono altre quattro versioni, due a gasolio (i 1.6 Hdi da 90 e 110 cavalli) e due a benzina (1.4 da 95 cavalli e 1.6 da 120 cavalli). A fine anno arriva la Racing (appuntamento al prossimo salone di Ginevra), con il 1.6 turbo a benzina da 200 cavalli: un «mostro» con cerchi da 18, carreggiate allargate e passaruota in carbonio, su cui prenderà corpo la Wrc 2011. Entro l’anno, sistema stop& start e cambio robotizzato. Il listino parte da 14.470 euro. A proposito di futuro: la DS3 inaugura una linea di prodotti. Nel 2011 sarà la volta della DS4, seguita l’anno dopo dalla DS5. Tutte sofisticate, tutte parenti della divina DS. Ma guai a parlare di rétro: per Citroën, le DS contemporanee sono «tecnologia creativa». Sono anti-rétro. Sono i ricordi di domani.
Roberto Iasoni
25 gennaio 2010
Questo interessante ed originale libro vuole fornire una serie di aiuti e consigli a tutti gli automobilisti. Il consiglio principale è di tipo economico, cioè tende a far risparmiare una discreta cifra ogni anno. Chi seguirà i consigli di questo libro, riuscirà a risparmiare dai 1500 ai 3000 euro l’anno, e se tra le operazioni c’è anche l’acquisto di un auto, il guadagno cresce ancora.
Oltre alle istruzioni per guadagnare e risparmiare, il libro fornisce anche una formazione su argomenti di cui nessuno parla, come ad esempio la regolamentazione della garanzia, sia per le auto nuove che per le auto usate, spiegando le caratteristiche degli impianti a g.p.l. e metano, in modo da rendere chiaro quello che le case automobilistiche non spiegano mai a fondo.
Per gli italiani questo libro può essere la “Bibbia dell’auto”, infatti tutti sanno quanto gli italiani siano legati alla propria automobile. E qui nascono amore e poesia, ma non sempre…
Cosa c’è più affascinante ed attraente di una bella automobile? Specie nel nostro paese siamo tutti quanti così affezionati al nostro “mezzo di trasporto”, e ne siamo così orgogliosi. Dal momento in cui esce dal concessionario, fino a quando rimane nel nostro garage, è un continuo idillio, rotto solo dai “guasti”, che nel nostro rapporto d’amore rappresentano i tradimenti della quattro-ruote nei nostri confronti. Si passano le giornate con gli amici a narrare le epiche imprese compiute in autostrada o nei percorsi più tortuosi, in accelerazione e in frenata, e si elenca sempre il numero di quanti ne abbiamo lasciati indietro.
Però, questo affascinante mondo di metallo e plastica è tanto attraente quanto insidioso, e mi riferisco soprattutto al momento delicato in cui andiamo ad acquistare il veicolo. Nuovo o usato che sia ha sempre un suo valore, ed è qui che molte volte si incontra la maggior parte dei problemi. Tutto ci viene presentato come se fosse un sogno, i saloni sono fatti in modo da farci desiderare l’auto il più possibile. Ma quando si arriva a perfezionare l’acquisto, ogni tanto qualcosa si inceppa.
Un esempio? Oggi faccio il contratto per la mia nuova auto, pago l’anticipo, predispongo il finanziamento, l’auto dovrebbe essere in arrivo nei prossimi giorni, poi tra un mese ripasso dal concessionario per chiedere a che punto è la consegna e mi rispondono tranquillamente che l’auto non solo non è arrivata, ma non sanno neppure darmi una data certa di arrivo in quanto nel frattempo si sono verificati problemi non meglio identificati, dalla fabbrica.
A quel punto che cosa faccio?
Altro caso: acquisto la mia auto che vedo sul depliant, bellissima, nera con i cerchi in lega e il tetto apribile, ma quando mi arriva, il venditore, con una faccia di circostanza mi avverte che se voglio l’auto in tempi brevi, sarebbe disponibile un modello bianco, con i cerchi di latta e un macinacaffè elettronico integrato nel cruscotto, invece del tetto apribile … E capisco che devo modificare il mio “sogno”.
Oppure, ammesso che vada tutto magicamente bene all’acquisto, e che io rimanga più che soddisfatto, potrei iniziare a soffrire nel momento in cui mi accorgo che la mia nuova auto ha qualche problemino tecnico e ho bisogno di assistenza. A quel punto mi viene rivelato che non devo più rivolgermi al venditore e a quel mondo patinato che è servito per farmi desiderare e acquistare l’auto, ma devo andare in una grigia officina dove mi trovo a disagio perché chi parla con me lo fa in una lingua geroglifica, oppure non mi coccola come faceva il venditore … Che brutto risveglio da un sogno!
Questo libro è stato scritto da una persona che ha lavorato con mansioni di responsabilità in vari concessionari di autovetture fin dai primi anni ‘80, ed ha lo scopo di aiutare il lettore a districarsi nel difficile mondo dell’automobile. Non ha la pretesa di essere esaustivo sui molteplici argomenti trattati, ma una cosa è certa, riuscirà ad indirizzarvi sulla strada giusta in ogni argomento. Poi sarete voi a percorrere questa strada tracciata.
L’autore, che conosce bene le procedure che intercorrono tra i concessionari e le case costruttrici in tutti gli ambiti di attività, dal contratto di vendita alla garanzia di auto nuove e usate, alla cura del cliente, all’assistenza programmata delle vetture, ha deciso di rivelare alcuni “segreti”, che consistono in idee per lo più semplici sia da capire che da applicare, ma che in certi casi evitano guai inutili e soprattutto danni economici da entrambe le parti nei rapporti con il concessionario o il venditore.
Un’ultima cosa da chiarire, è che questo non è un libro di parte, cioè a fianco del cliente e “sempre contro” i rivenditori di auto, ma contiene molti consigli che, se fossero seguiti dagli automobilisti aiuterebbero sia loro stessi nei rapporti con i rivenditori, che i rivenditori stessi a svolgere meglio il loro difficile compito. L’autore di questo libro ha lavorato per quasi venti anni presso concessionari di auto e conosce le difficoltà operative che questi incontrano, quindi il suo pensiero va anche a loro, e alle case costruttrici, che se in questi periodi non troppo felici, riescono ad ottenere clienti soddisfatti poiché a conoscenza della materia, sicuramente avranno risultati economici e di immagine molto migliori. Spesse volte quello che manca è solo un po’ di comunicazione diretta.
Questo libro ha la modesta pretesa di dare un contributo anche a questo, solo per migliorare e non per criticare, il tutto però senza compromessi. Se ci sono pericoli di situazioni ambigue, e possibilità che esse si verifichino a danno di automobilisti, questo libro non tacerà e cercherà di dare consigli per non caderci.
Ciao {!firstname_fix},
Lo sapevi che il 70% degli italiani ha un’auto che non si potrebbe
permettere?
No?
Forse perché nessuno ci fa caso, anzi visto che la maggioranza vive
così, allora “deve” essere così.
Ci si priva di altri svaghi, forse qualche di giorno di ferie, e
magari di una maglia, e tutto questo per pagare tagliandi,
pneumatici, assicurazioni, ripristinare graffi e urti che ci fanno
così tanto soffrire ecc.
Però accanto a questo dato ce n’è un altro più confortante: un
italiano su cinque non disdegna gli sviluppi del mercato delle auto
low-cost.
Purtroppo al giorno d’oggi, parlare di low-cost, può urtare la
sensibilità di qualche “appassionato” che ama le auto “buone” e
“belle”, perché alla parola low-cost è ancora associata l’immagine
di un’auto bruttina, di scarsa qualità, che ti piace tanto da
lontano, poi più la guardi da vicino più ti delude.
Le ultime tendenze vanno in una direzione diversa, oggi le case
automobilistiche cominciano ad intravedere nell’auto low-cost una
via di uscita alla crisi. Alcune case costruttrici, come Renault
hanno già iniziato con successo.
Capisco che è più bello vedere le strade piene di SUV e Station
Wagon, ma per le tasche degli italiani, se questo era proibitivo
prima, figuriamoci adesso.
Oggi più di ieri gli italiani vorrebbero risparmiare sull’acquisto
dell’auto nuova e usata, vorrebbero risparmiare sull’assistenza, e
se possibile risparmiare sull’assicurazione.
L’obbiettivo non è da sottovalutare: toglierti dalla schiavitù di
un’auto sovradimensionata per le tue esigenze e tornare a respirare
finanziariamente, non dover più mettere tutto il tuo stipendio di
un mese nell’assicurazione, ma finalmente poter restare al mare una
settimana in più senza rovinarti.
Per terminare dico “Viva il low-cost“, ma senza rinunciare alla
funzionalità e alla sicurezza … magari solo al lusso.
Nell’ebook “I Segreti dell’Acquisto Auto” troverai un intero
capitolo sul low-cost. E’ un ebook di 373 pagine che ti spiega
tutto quello che devi sapere per comprare la tua auto al miglior
prezzo e con esattamente i servizi che ti servono (e non quelli che
fa comodo al concessionario venderti). E tante altre informazioni
aggiuntive che non trovi da nessuna parte, ma che fanno veramente
la differenza per chi acquista un’auto.
Se vuoi avere esattamente le stesse informazioni che ha il
concessionario (e usa a suo vantaggio) questo e’ il primo ebook che
spiega queste informazioni in Italia. E hai la mia garanzia che
risparmierai almeno 3.000 euro sull’acquisto di un’auto da 20.000
euro con la vendita del tuo usato, per non parlare di quello che
puoi risparmiare sulla gestione e manutenzione della tua auto!
Scopri le informazioni che devi sapere per acquistare la tua nuova
auto e nessuno ti vuole dire: www.autosegreti.com
Purtroppo nel mondo dell’automobile, si assiste ogni giorno all’accumulo e alla creazione di cause dovute al disaccordo tra riparatore e cliente.
L’origine di questa montagna di controversie si può ritrovare nei comportamenti tenuti nel passato da molti operatori dell’auto, che si sono sicuramente approfittati della buona fede e dell’impreparazione tecnico-legale dei loro clienti, ed hanno imposto le loro regole al cliente senza la possibilità di una tutela legale.
La reazione da parte dei clienti, supportata dall’evoluzione legale del concetto di “cliente” e soprattutto dei suoi diritti, è stata quella di ingaggiare delle mega-guerre anche per questioni che riguardavano una vite o una rondella.
E’ ovvio che né il primo comportamento da parte degli operatori, né il secondo da parte dei clienti, portava a qualcosa di costruttivo. Da qui nasce il mio personale consiglio, che è di cercare in tutti i modi di evitare le azioni legali nei confronti dei concessionari. Iniziate un’azione legale solo in caso di palese impossibilità di agire diversamente.
Questo modo di dirimere le liti non ha mai dimostrato una grande validità, anche perché (altro piccolo segreto) gli avvocati in genere, salvo le dovute eccezioni, non si intendono molto di tecnica nel settore dell’auto, quindi quando VOI andate da un avvocato avete sicuramente delle grandi aspettative nell’ottenimento dei vostri diritti (del tipo “Adesso glielo faccio vedere io a quei venditori di auto”), aspettative che per ovvie ragioni di “loro” competenza tecnica, verranno puntualmente ridimensionate.
Ricordate sempre che le azioni legali sono di norma lunghe, non arrivano mai a conclusioni definitive (sommando i vari gradi di giudizio possono trascorrere anche dieci anni), sono anche molto costose, spesso più del danno che si vuol dimostrare. Spesso sono demandate ad un Giudice di Pace, il quale di norma decide secondo “equità”, ovvero spesso cercando di “accontentare” le controparti senza approfondire i fatti accaduti.
Questo significa che anche cercando di agire seguendo tutti i canoni e le “norme di legge”, non si riesce a vedere riconosciuti i propri diritti, e questa considerazione vale nei confronti di tutte le possibili parti coinvolte, a partire dal cliente fino al concessionario, e talvolta anche la casa madre.
Il consiglio che ritengo più saggio in caso di disputa (escludendo il solo caso di manifesta malafede nell’operare del concessionario), al di là di quanto la legge consente, è quindi quello di tentare (solo in presenza di vere ragioni per accampare pretese), un dialogo ed una eventuale conciliazione con il venditore.
Tutto questo, insieme ad altri consigli di tipo legale ed operativo, e al testo di leggi a tutela degli automobilisti, potete trovarlo su www.autosegreti.com.
Ma perché, mi direte voi, devo riguardare tutto l’aspetto della mia autovettura?
Vi invito a cercare l’importanza di certi particolari ai quali i venditori guardano con interesse quando acquistano un’auto usata (o meglio la ritirano).
Ad esempio, per capire se un’auto ha percorso molta strada (potrei azzardare un’ipotesi, tipo un minimo di 70.000 km) al di là di tutte le apparenze, il venditore guarda due cose che NON possono mentire sull’utilizzo dell’auto, e sono:
1) il sedile – non posso dichiarare che la mia auto usata ha ad esempio 19000 km, e poi avere il sedile del guidatore “sfondato” con la forma del “fondoschiena” del guidatore, salvo in casi molto particolari come il sovrappeso del guidatore.
2) il volante – non posso dichiarare un chilometraggio basso, ed avere il volante con l’impugnatura sbucciata o consumata. Sarebbe come dire: “Ho usato molto il volante, ma per fare pochi chilometri. Per il resto ho giocato a fare il guidatore, ma l’ho fatto mentre ero fermo …” Questo sarebbe poco credibile. Quindi, date una buona occhiata alle condizioni del vostro volante e del vostro sedile prima di affermare che per voi la macchina è stata principalmente un soprammobile.
Come si prepara dunque un’auto usata da restituire?
Oltre Al volante e al sedile del guidatore, si può dare anche un’occhiata ai pedali e alla leva del cambio, che sono altri componenti molto “toccati” alla guida, e non faranno altro che confermare quanto diagnosticato attraverso il volante e il sedile.
Cose che non fanno testo sono il consumo dei tappetini e/o della moquette sottostante.
Ma questo, e molti altri consigli su come rimettere in ordine la vostra auto usata, e realizzare quindi un miglior prezzo, si trovano solo ed esclusivamente sull’apposito e-book sul sito www.autosegreti.com.
Nel mondo, circa il 50% degli automobilisti, possiede un’auto che comporta costi al di sopra delle proprie possibilità, e in Italia questa percentuale sale al 70%.
Dobbiamo sempre farci riconoscere …
Questo è uno dei motivi per cui molti automobilisti non dormono la notte, consumati dai pensieri derivanti dai costi che non possono sostenere.
E che dire, se anche tutto fila liscio, della sofferenza di qualcuno causata dall’improvvisa necessità di cambiare le gomme del proprio SUV?? Quel giorno, ma SOLO quel giorno, rimpiangerà di non aver comprato una Cinquecento …
Cosa dovremmo pensare?
Che gli italiani in particolare, ma anche gli altri automobilisti non riescono a valutare l’auto giusta da acquistare?
O forse non vogliono tenere conto del fattore “spesa”?
E se invece fossero condizionati dalle emozioni (del tipo “voglio quell’auto a qualsiasi costo” ??
Comunque stiano le cose, gli acquisti delle auto non vengono fatti tenendo conto delle reali esigenze (specialmente finanziarie) di una persona o di una famiglia.
Oggi si presenta questa novità, che va incontro alle VERE esigenze dell’automobilista, cioè gli fornisce un prodotto diffuso (non un introvabile oggetto che fa solo risparmiare), esteticamente valido, meccanicamente dotato di componenti di marche più conosciute (vedi l’esempio Dacia-Renault), e quindi presentabile e dignitoso, senza dover sacrificare troppo il portafoglio.
Ma da dove nasce il fenomeno “Low-Cost”, destinato ad aumentare vertiginosamente nei prossimi anni?
Il fenomeno del low-cost è nato e si è sviluppato con grande successo per altri settori di mercato, molto attivo per i viaggi, basti pensare ai “last-minute” e simili.
Nel settore alimentare si è espresso con i “Discount”, invece nell’abbigliamento ha preferito gli “Outlet”.
Questo modello di vendita che da qualche anno sta rivoluzionando il mercato, sta anche trasformando i punti fermi della produzione, della distribuzione e del consumo delle auto nuove.
Non si tratta dell’espressione di un semplice fenomeno di moda, ma è una trasformazione negli usi e costumi della popolazione intera, c’è qualcosa nella nostra società che sta cambiando profondamente, e ci sono dei valori economici che spostano i propri cardini da una società tradizionale ad una società low-cost.
Pensate che già oggi, pur non avendo ancora molto mercato, il low-cost attrae almeno un italiano su cinque, che sarebbe disposto senza remore ad acquistare un’auto low-cost.
Il fenomeno dell’acquisto delle auto low-cost e del loro boom è spiegato nell’e-book che troverete su www.autosegreti.com.
Scommetto che nessun acquirente di automobili, nella scelta del concessionario o comunque del venditore di auto, cerca un’azienda certificata con un sistema di gestione della qualità ISO:9001.
La certificazione con un sistema qualità non è il toccasana per tutti i mali ovviamente, perché come accade con tutte le normative, c’è anche chi tratta il sistema qualità ISO:9001 come un fardello da portarsi dietro con fatica, senza prendere gli strumenti operativi tipici di questa normativa, per migliorare l’azienda che vende automobili. Anche dopo la spiegazione del suo funzionamento e della sua utilità, potrebbe darsi che non vi risulti molto chiaro, ma non vi preoccupate.
Anche per me che sono stato per lungo tempo un Responsabile del Sistema Qualità, cioè una persona preparata per implementare e mantenere un sistema ISO:9001 di questo tipo, non è stato facile entrare nel meccanismo.
Quello che dobbiamo sapere è che esiste un sistema di raccolta di informazioni che parte dal cliente, e mira a definire e processare i problemi irrisolti. Conoscere bene questo sistema forse è troppo arduo anche per gli operatori, ma sapere che c’è, ci può aiutare a cercare di utilizzarlo al meglio.
Un’azienda certificata ISO:9001, è aperta a tutte le problematiche di reclamo e non, legate alla soddisfazione del cliente, e in aziende certificate il cliente può esprimere sempre il suo punto di vista e spiegare anche tramite moduli appositi di reclamo/suggerimento, tutto quello che non riesce a far capire con le sue argomentazioni nei confronti del personale “front-office” dell’azienda.
Prima di acquistare un’auto nuova o usata occorre capire bene qual è il nostro interlocutore, quali garanzie ci offre, e non basta guardare il prezzo… o meglio: per il prezzo ci sono altri accorgimenti da seguire, al fine di tenerlo più basso della media.
Ma tutto questo si può trovare solo su un libro apposito, in cui sono state scritte esperienze utilissime e consigli d’oro per gli automobilisti, e potete trovarlo su www.autosegreti.com.







